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Pensilina copricancello Sidney

da 499,90 €

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Pensilina copricancello Sidney
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Reimpregnazione:
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Note

Descrizione

Descrizione

Pensilina copricancello a doppia pendenza in legno  lamellare impregnato in autoclave modello Sidney adatta per entrate di abitazioni e locali.

E realizzata con pilastri e travi principali di sezione 90x90 mm e arcarecci di sezione 70x70 mm. Tutti i travi a sbalzo sono smussati nella parte terminale. E’ compresa la ferramenta di montaggio ad eccezione di quella a terra acquistabile separatamente. E gratuitamente ridimensionabile alle misure desiderate che vanno in tal caso specificate nelle note.

E disponibile nella versione:

-solo struttura, struttura più perlinato e guaina ardesiata (rossa o verde) e struttura più copertura (costituita da perlinato di Abete impregnate in autoclave e tegola canadese rossa o verde).

e nelle seguenti finiture oltre a quella naturale: reimpregnata col Noce, o Ciliegio (ovvero impregnata in autoclave più impregnata a colore).

Dimensioni: 200x136 cm (dimensione in pianta del massimo ingombro), altezza 175 cm.

In caso di esigenze particolari contattateci fornendo le dimensioni della struttura che si vuole realizzare e la necessità di eventuali pezzi speciali (tipo angoli interni ed esterni).

Il legno

I profili in legno di pino sono perfettamente piallati su 4 lati con i 4 angoli smussati a 45° o curvati con raggio di curvatura 3-8mm.

Il legno di pino silvestre può presentare diverse spaccature e fessurazioni. Queste sono dovute alla stagionatura del legno e non ne pregiudicano la resistenza meccanica. Nelle conifere, le fessurazioni, come i nodi sono una caratteristica del legno stesso.

La tolleranza dimensionale è di 25 mm. sulla lunghezza e di 5 mm su spessore e larghezza. I profili possono presentare fenditure dovute all’essiccazione del legno. I nodi sono tollerati fino a quando non compromettono la stabilità meccanica del pezzo. Sono esclusi nodi cadenti e nodi con diametro superiore al 30% della larghezza del pezzo. Sono tollerate curvature fino ad un massimo dell’8%.

Travi lamellari pino

Sono prodotti con lamelle di spessore dai 30mm ai 40 mm di pino silvestre, tra loro giuntati a pettine. Le liste sono incollate tra loro con colle resistenti all’acqua secondo quanto previsto dalla UNI EN 1194. Queste colle sono esenti da formaldeide (classe di emissione 0). In questo modo si possono ottenere dimensioni considerevoli e si minimizzano i rischi di fenditure e svergolature tipiche del legno massello.

Impregnazione in autoclave

I manufatti in legno esposti all esterno sono sottoposti a molteplici fattori di degrado:

 Agenti atmosferici

 La pioggia battente e gli sbalzi di temperatura impediscono al legno di gestire la sua umidità interna con la necessaria gradualità. Bisogna quindi trattare la superficie esposta in modo che sia il più possibile idrorepellente;

 Raggi ultravioletti

 Distruggono le fibre superficiali le fanno ingrigire e le rendono assorbenti e solubili. Serve una sostanza in grado di respingerli: può essere un filtro anti UV o più semplicemente un pigmento (più scuro è meglio è) ;

 Insetti

 Sono quelli che si nutrono volentieri di legno tra cui i più noti (ma non i soli) sono i tarli e le termiti;

 Funghi

 Sono microrganismi che distruggono o danneggiano le cellule tra cui ricordiamo quelli cromogeni che provocano variazioni di colore (come l azzurramento nel legno di conifera) e quelli che provocano la marcescenza tipica di locali e zone molto umide;

 Una delle caratteristiche del legno è la notevole affinità molecolare con l’acqua , interagendo con l’umidità ambientale tendendo ad uniformare il suo grado di umidità a quello dell ambiente: in altre parole il legno assorbe ed espelle umidità in funzione delle condizioni climatiche con sensibili variazioni di volume e di peso specifico.

 L umidità dell ambiente è correlata agli attacchi degli agenti biologici distruttori del legname d opera.Tanto per i funghi che per gli insetti, il fattore limitante lo sviluppo è molto spesso l’umidità.Esiste quindi una correlazione molto importante tra l’ambiente in cui si trova il legno in opera e gli attacchi degli agenti biologici distruttori.

 A titolo esemplificativo è facile intuire come del legname riparato in un ambiente chiuso e secco sia molto più duraturo dello stesso a contatto con del terreno umido. Il CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) attraverso la Norma Europea EN 335 ha individuato 5 classi di utilizzo che si distinguono in base all’umidità a cui è sottoposto il legno nelle diverse condizioni d’impiego. Tanto più il rischio è alto, tanto maggiore è la necessità di aumentare la naturale resistenza del legno con dei trattamenti di impregnazione.

 CLASSI DI UTILIZZO DEL LEGNO

 Il legno che dovrebbe essere utilizzato all’esterno varia in funzione della situazione ambientale in cui è esposto è che corrionde ad una seguenti classi:

 Classe di rischio 1: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno è riparato, completamente protetto dagli agenti atmosferici e non esposto all’umidità.

 Classe di rischio 2: situazione in cui il legno o il prodotto di legno è riparato e completamente protetto dagli agenti atmosferici, ma in cui un’elevata umidità ambientale può determinare umidificazione occasionale ma non persistente.

 Classe di rischio 3: situazione in cui il legno o il prodotto di legno non è riparato e non si trova a contatto con il terreno. Esso si trova continuamente esposto agli agenti atmosferici oppure, pur essendo protetto contro gli stessi, è soggetto a umidificazione frequente.

Classe di rischio 4: situazione in cui il legno o il prodotto di legno si trova a contatto con il terreno o con acqua dolce ed è, pertanto, permanentemente esposto all’umidificazione.

 Classe di rischio 5: situazione in cui il legno o il prodotto di legno risulta permanentemente esposto all’acqua salata.

 Impregnazione in autoclave

 Il tronco dell’albero visto in sezione è costituito da due parti : il durame, che è la parte interna e più resistente e l’alburno, che è la parte esterna , più giovane e più vulnerabile agli attacchi esterni.

L’impregnazione in autoclave è finalizzata a rendere il legno più resistente contro gli attacchi degli agenti esterni suddetti permettendo a miscele di sali preservanti e protettivi di penetrare in profondità nell’alburno garantendo una maggiore protezione rispetto alla impregnazione a pennello o a spruzzo. Viene usata maggiormente per legni resinosi , principalmente il pino ed anche l’abete.

L’impregnazione in autoclave che realizziamo sui nostri prodotti avviene nell’impianto qui illustrato:

L impregnazione a pressione in autoclave Vuoto-pressione è suddivisa in tre fasi molto importanti:

  • CREAZIONE INIZIALE DEL VUOTO: viene tolta tutta l aria possibile all interno del legno;
  • PRESSIONE : dopo la prima operazione, il legno viene riempito da un liquido impregnante ad alta pressione, per un periodo che varia a seconda del legno e della classe di rischio che si vuole ottenere dall’impregnazione;
  • VUOTO FINALE E SGOCCIOLATURA: dove viene creato nuovamente il vuoto per togliere il liquido in eccesso derivato dalla seconda operazione;

Il legno impregnato assume la classica colorazione verdastra dovuta alla presenza di rame nella soluzione impregnante.

Gli impregnanti sono a base di sali di rame ed altri componenti, privi di cromo ed arsenico, e sempre certificati da istituti esterni.

L’ impregnazione può proteggere il legno anche per più di 10 anni da funghi ed insetti.

Va ricordato che la durabiltà di un manufatto in legno dipende sia dall’impregnazione sia da una corretta progettazione ed installazione al fine di proteggere il legno da contatti con acqua permetttendone un facile deflusso.

l legno è impregnato seguendo un ciclo che permette di raggiungere un livello di protezione corrispondente ad una classe di utilizzo corrispondente alla classe di rischio 3.

Scheda tecnica

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